Dal progetto bocciato all'idea geniale

Foto tratta da 'Il Gazzettino' di giugno 2013

«Il tuo lavoro è pacchiano, mi dispiace, ripassa». Ma da un fallimento nasce il successo commerciale. È la storia del 36enne grafico creativo mottense Stefano Cigana, a Milano, appositamente chiamato da un’azienda del settore dopo aver letto il curriculum del mottense, per presentare un suo progetto relativo alla grafica di una marca di birra e respinto in maniera brusca dopo un lavoro di parecchi giorni. Ma sulla strada del ritorno ecco l’illuminazione, e col nome “Pakkiano – Fato in Veneto” inventa una linea di magliette che nel web stanno letteralmente spopolando, linea visibile nell’omonima pagina Facebook della nuova marca. Spiega Cigana: «Da quell’ufficio milanese sono stato buttato fuori, diciamo con un eufemismo, in maniera altezzosa. Ma rimuginando sull’epiteto “pacchiano”, ho pensato di poter volgere a mio favore un episodio negativo». Ecco dunque le maglie con immagini di personaggi (non solo positivi) propriamente veneti e con alcuni proverbiali detti. E vanno a ruba le maglie con gli slogan “No Banane”, “Me Piase”, “Anca massa” e altri slogan, più o meno riferibili. Non mancano riferimenti alla crisi: «Come che vive? Fasso rapine?”. Sulle maglie immagini di ragazze prosperose, volti di noti ex criminali, personaggi dello spettacolo con slogan in dialetto («non esalto nessuno, ripropongo solo storie e personaggi del nostro territorio» tiene a ribadire Cigana). E da un’idea nata quasi per scherzo, le prime prenotazioni, il passaparola, l’elenco di ordini che si allunga. Già perché le maglie, sembra stiano andando a ruba. Tanto che i negozi in riva al mare lo stanno subissando di telefonate. Cigana, che conferma l’interessamento di parecchi negozi e rivenditori, vuole però mantenere un basso profilo: «Non voglio dare dati perché il progetto è in divenire e io voglio lavorare umilmente. Dico però che in tempo di grossa crisi, o si va via o ci si rialza, ma con idee nuove. Ecco spiegato il progetto. Nato da un giorno di rabbia, il marchio ha preso quota». Un fenomeno nato per scherzo… «Il volano sono stati i social network. Senza fare pubblicità, il tam tam si è diffuso via Facebook, dove presento la linea. Ebbene, non riesco più a gestire gli ordini, il telefono bolle, segno che l’idea ha colto nel segno». “Fato in Veneto” di nome e di fatto: «L’idea è nata in provincia di Treviso, il lavoro resta in Regione. Le maglie sono realizzate vicino a Verona, chi lavora è residente in Veneto, chi distribuisce è veneto. Certo, potrei delocalizzare: la manodopera all’estero forse costa meno, ma questa idea sta creando opportunità di lavoro in Regione. La filosofia è tutta qui: allora perché andare altrove? Saremo anche pacchiani, ma l’idea può dare una mano, nel suo piccolo, anche alla nostra regione». 

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